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lunedì 26 novembre 2018

LA GUERRA È IL MIO NEMICO


“La guerra è il mio nemico”. Oltre 23mila ragazzi, in collegamento da 108 cinema italiani, hanno assistito in diretta satellitare, all'incontro di Emergency, svoltosi a Milano ed organizzato, per la nostra città, dall'associazione Unisona. L'istituto “Luigi Einaudi” vi ha partecipato dallo Spazio Cinema di Cremona Po. È stata la docente di diritto Simona Ghiraldi a consentire l'adesione della scuola ad un evento dall'enorme impatto educativo ed emozionale. Al microfono della presentatrice Camila Raznovich, si sono alternate testimonianze, che hanno permesso agli studenti di avvicinare realtà drammatiche e molto lontane dal loro vissuto quotidiano. I ragazzi sono stati catturati ed indotti a riflettere, attraverso il linguaggio a loro più familiare, quello dei social. Tramite Instagram, hanno infatti potuto interagire in tempo reale, con stories e domande, in nametag. Significativi gli interventi dei cinque ospiti. Michela Paschetto, medical division coordination di Emergency, con un “gioco” da brivido, ha fatto immedesimare il pubblico con chi vive in paesi dilaniati: “Stamattina, sta succedendo qualcosa di diverso, i raid aerei sono in arrivo, la casa trema, il bombardamento è massiccio: bisogna scappare, non esiste alternativa…”. La presidente di Emergency Rossella Miccio ha invece affermato: “Semplicemente, trattiamo  le persone come vorremmo si facesse nei nostri confronti. Certe situazioni rischiano di annichilire la dignità umana” ed ha rivolto un appello: “Siate curiosi! Non accontentatevi mai, approfondite”. Il giornalista Giampaolo Musumeci ha posto l'attenzione sulle tante guerre dimenticate, come quella in Congo ed ha colpito con le raccapriccianti immagini di bambini soldato. Stefano Allievi si è soffermato sui flussi migratori. L'ultimo a parlare non poteva che essere Gino Strada, il fondatore di Emergency, che ha raccontato la sua esperienza di chirurgo, impegnato a ricucire vite ed anime ferite dall'odio: “Voltarsi davanti alla sofferenza è il gesto più vigliacco che si possa compiere”. Gli alunni si sono lasciati guidare in un viaggio, che ha lambito zone d'ombra, di dolore e di distruzione, ma anche di amore e solidarietà. I giovani sono apparsi commossi, si sono posti interrogativi, grazie ad un'esperienza, che ha insegnato loro a non restare indifferenti, a lasciarsi coinvolgere, a capire che l'odio, la violenza, il desiderio di sopraffazione rappresentano la negazione dell'umanità. 

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