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giovedì 20 aprile 2017

VIAGGIO DELLA MEMORIA

Si è concluso mercoledì il "Viaggio della Memoria", che ha condotto nei luoghi dell'orrore e dello sterminio nazisti 750 studenti della provincia di Cremona. Coinvolte delegazioni di varie scuole cremonesi, cremasche e casalasche, compreso l'istituto "L. Einaudi", partito con 90 ragazzi (il doppio, rispetto allo scorso anno). Il gruppo è stato accompagnato dai docenti Donata Ardigò, Francesco Falasco, Danae Ferrarese, Sonia Gerevini, Cristina Vignaroli, Dionisi Zoppi e Maria Luisa D'Ambrosio, insegnante ed avvocata, che dichiara: "Viaggiare è come vivere due volte. Compiere una simile esperienza, in particolare, significa riflettere sul passato, per capire il presente e progettare un buon futuro per l' Europa". Sono stati tre giorni intensi, con tappe a Innsbruck e Salzburg. Il momento che resterà impresso per sempre nelle menti dei partecipanti è stato vissuto martedì, con la visita ai campi di Gusen (35000 vittime) e di Mauthausen (81000), dove si è svolta una cerimonia sobria, sentita e coinvolgente. Davanti al monumento ai deportati italiani, un' alunna ha letto la sua lettera al superstite Armando Gasiani ed un ragazzo ha deposto una corona. 40 loro compagni hanno ricordato i morti della nostra città, indossando una maglietta col nome e la data della scomparsa. 




A seguire, il canto dei deportati. Esattamente una settimana prima, presso la sala Alabardieri del Comune, dopo i saluti di Maura Ruggeri, vice sindaca con delega allo Sviluppo ed all'Istruzione, le scuole aderenti al progetto, coordinato dalla referente provinciale Ilde Bottoli, avevano presentato gli approfondimenti realizzati e visionato la mostra, curata dal fotografo Francesco Pinzi. Per l'IIS "L. Einaudi" erano intervenute la 4^ B grafico con la professoressa Michela Balzarini e la 3^ B sociale, con Cristina Vignaroli. La 4^ A del corso sociosanitario, impegnata nell'alternanza scuola- lavoro, era invece stata rappresentata da Donata Ardigò. Gli elaborati (immagini e testi) sono risultati incentrati sulla drammatica vicenda umana di Armando Gasiani, che, nel suo libro "Nessuno mai ci chiese", ha raccontato la prigionia proprio a Mauthausen. I giovani sono stati aiutati a riflettere sulle condizioni di vita dei deportati e sulla difficoltà di testimoniare un'esperienza, che uccide l'anima. La profonda identificazione ha indotto gli alunni a scrivere al sopravvissuto, che, con le sue parole e con i suoi ricordi affilati come coltelli, ha svelato loro una delle pagine più tragiche della storia del Novecento.

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