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mercoledì 19 aprile 2017

CORSO DI SENSIBILIZZAZIONE ALL'APPROCCIO ECOLOGICO- SOCIALE AI PROBLEMI ALCOLCORRELATI (metodo Hudolin) ED AL BEN- ESSERE NELLA COMUNITÀ

Le alunne di quarta A e B dell'indirizzo sociosanitario dell'IIS "L. Einaudi" hanno partecipato al corso APCAT, che ha avuto come obiettivo la sensibilizzazione all’approccio ecologico- sociale dei problemi alcolcorrelati, attraverso il metodo del neurologo e psichiatra Vladimir Hudolin di Zagabria, basato sulla terapia in rete, nelle comunità multifamiliari per alcolisti. L'iniziativa è stata resa possibile dalla collaborazione fra le Associazioni Italiana, Regionale e Zonali dei Club Alcologici Territoriali, la Scuola Europea di Alcologia e Psichiatria Ecologica di Trieste, il Comune e la Provincia di Cremona, i Padri Barnabiti di Cremona, la Confcommercio e l'Istituto superiore "Luigi Einaudi". Relatori e conduttori dei gruppi, insieme al responsabile ed ideatore Emanuele Sorini, sono stati Cristina Bassini, Donatella Consonni, Roberto Cuni, Lina Fenocchio, Agostino Goisis, Alessandro La Rosa, Giacomo Lorenzetti, Giovanni Mezzadri, Giancarlo Pisciarelli, Alberto Somarini, Emanuele Sorini, Enrica Trovati. Focus sull’abuso di alcool, sul disagio psichico, sul gioco d’azzardo, sul lutto, sulla violenza, sull’omofobia, da affrontare in gruppo, mediante strumenti quali gli stili di vita, il sapere esperienziale, la spiritualità antropologica. Sono inoltre state effettute visite a strutture locali, i CAT, grazie a Luminita Doina Marinescu. Gli incontri, che, per gli allievi, verranno conteggiati come ore di alternanza, si sono svolti, dal 3 al 7 aprile, presso la parrocchia di San Luca. I giovani partecipanti hanno conseguito un attestato di insegnante- servitore, spendibile fin da subito nel settore. La referente scolastica Elisabetta Bertoletti spiega: "Gli spunti formativi per gli studenti coinvolti sono stati molteplici, le discussioni hanno rappresentato un significativo momento di crescita. Una ragazza mi ha confidato di aver compreso che esternare il proprio disagio non è più, per lei, un segno di debolezza, bensì una risorsa, se il colloquio avviene con persone competenti, disposte all'ascolto ed all'aiuto neutro e non giudicante".







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